Programmi e progetti
monteverdi
La sera del Combattimento
“La sera del Combattimento” è una ricostruzione della prima rappresentazione del “Combattimento di Tancredi e Clorinda” nel 1624, secondo il racconto di Monteverdi stesso. Uomo di poche parole, Monteverdi ci ha fortunatamente lasciato un resoconto di quella serata in cui fornisce preziose indicazioni per l’esecuzione. “Combattimento in Musica di Tancredi & Clorinda, descritto dal Tasso; Se la si vuole eseguire in un genere rappresentativo, si farà entrare all’improvviso (dopo aver cantato alcuni madrigali senza alcun gesto) Clorinda dal lato della sala dove si eseguirà la Musica”. Quindi, un’informazione cruciale è innanzitutto che prima del Combattimento, per esaltarne la novità e la dimensione teatrale, i musicisti dovrebbero cantare alcuni Madrigali senza alcun gesto, quindi non in stile rappresentativo. La polifonia è il perfetto preludio al dramma in musica perché, grazie al contrasto di stili, il recitar cantando del Combattimento avrà poi un effetto molto più forte.
ORGANICO
14 musicisti
(7 strumentisti, 7 cantanti)
monteverdi
Vespro della
Beata Vergine
Il “Vespro della Beata Vergine” di Monteverdi è un vertice dell’arte occidentale. Il suo autore è spesso considerato un compositore straordinario e innovativo. Tuttavia, se si considera il repertorio polifonico, la relazione con il passato è più forte dell’eredità che lascia per il futuro. Ciò è particolarmente vero per il Vespro. Questa meravigliosa opera è in realtà l’apoteosi di una lunga e vasta tradizione polifonica che risale a due secoli prima: i sottili giochi ritmici, la struttura stessa della scrittura polifonica, l’importanza del cantus firmus sono elementi che provengono dal passato.
Vista la formazione e l’esperienza della Fonte Musica nella polifonia del XV e XVI secolo, è naturale per noi interpretare il Vespro come un’opera radicata nel passato, piuttosto che la prima di una nuova epoca: un’autentica apoteosi della polifonia sacra.
ORGANICO
35 musicisti
Musica dalla Commedia di Dante
DanteNova
“La musica […] trae a sé gli spiriti umani, che sono vapori del cuore, sicché quasi cessano da ogni operazione, che l’anima intera quasi corre allo spirito sensibile che riceve il suono!”
Dante
MUSICHE
Antonio Zacara da Teramo, Paolo da Firenze, Guillaume de Machaut, Francesco Landini, Matteo da Perugia, Jacopo da Bologna, Anthonello da Caserta, Johannes Ciconia
Settecento anni fa moriva Dante. Negli stessi precisi anni nasceva l’Ars Nova. Dante probabilmente non l’ha vista scritta, l’Ars Nova, ma ha certamente ascoltato la polifonia a lui contemporanea, che stava in quegli anni trovando una strada nuova per essere scritta. Philippe de Vitry e Johannes de Muris, pubblicano in quegli anni i loro trattati di scrittura musicale, che chiamano Ars Nova, un nuovo modo di scrivere la musica che aprirà la strada a un secolo di grande creatività musicale. Da questo secolo, il secolo dell’Ars Nova, provengono i brani che formano il nostro programma.
DanteNova dunque: una stella incandescente di colori, fantasia, immaginazione. Quella di Dante e quella dei maestri dell’Ars Nova.
La musica accompagna il viaggio ultraterreno che Dante immagina di compiere nella Commedia. Il nostro concerto ripercorre molti dei luoghi in cui la musica risuona: dai silenzi carichi di lamenti dell’Inferno ai concerti angelici del Paradiso.
ORGANICO
13 musicisti
(7 voci, 2 archi, 2 fiati, tastiere e liuto)
l'arte di Antonio Zacara da Teramo
Enigma Fortuna
MUSICHE
Antonio Zacara da Teramo
Antonio Zacara da Teramo (ca. 1360/1416?) è certamente tra i più importanti compositori italiani tra Medioevo e Rinascimento. La sua musica presenta una varietà di stili, registri e forme la più ampia possibile. Fu anche uno dei compositori più prolifici, talentuosi e ampiamente diffusi e copiati del suo tempo. E forse quello che ebbe l’influsso più grande sulla generazione successiva, autentico ponte tra Medioevo e Rinascimento.
Enigma Fortuna è un invito a scoprire la grande vitalità ed eccentricità della sua musica, in cui si intrecciano enigmi e oracoli, variazioni ossessive sul tema della fortuna, proverbi, motti popolari, parole dialettali, il tono sarcastico, ironico, spesso autoironico, le liriche autobiografiche, la felicità dell’invenzione melodica e in taluni brani una grande audacia ritmica.
Un visionario di grande talento che deve diventare parte del nostro paesaggio culturale.
ORGANICO
11 musicisti
(5 voci, 2 archi, 2 fiati, tastiere e liuto)
l'arte di johannes ciconia
Le Ray au Soleyl
MUSICHE
Johannes Ciconia
“Le Ray au Soleyl” è il titolo di un canone araldico di Johannes Ciconia. Il canone descrive la divisa di Giangaleazzo Visconti, la “radia magna”, il sole con i suoi raggi su cui si staglia la bianca tortorella. La musica di Ciconia è davvero un raggio di sole, un raggio di luce che continua a brillare a 650 anni dalla sua nascita. I suoi mottetti gioiosi e solenni, i versi malinconici delle sue chansons, la chiarezza della declamazione e il fervore che risuonano nei suoi Gloria e Credo appartengono al rango più alto dell’arte musicale.
ORGANICO
da 6 a 11 musicisti
