recensioni


Dido and Aeneas, Cremona Monteverdi Festival, 2026

[…] La mise en espace concepita da Michele Pasotti ha scelto una via di assoluta sobrietà. Nessuna volontà di sovrapporre una lettura concettuale alla partitura, nessuna ricerca di effetti spettacolari estranei alla natura dell’opera. L’azione è stata costruita attraverso pochi gesti calibrati, affidandosi soprattutto alla forza evocativa della musica e alla qualità della presenza scenica degli interpreti. Una soluzione che ha consentito di mantenere costantemente al centro il nucleo emotivo della vicenda.

Sul piano musicale, la direzione di Pasotti ha rappresentato uno dei principali punti di forza della serata. Ciò che ha colpito maggiormente non è tanto la precisione stilistica, pur notevolissima, quanto la capacità di governare le proporzioni dell’intero edificio drammatico. L’opera si è dipanata con una naturalezza esemplare, evitando sia il rischio dell’enfasi sia quello dell’eccessiva miniaturizzaizone; ogni episodio ha trovato la propria collocazione all’interno di un percorso narrativo chiaramente orientato verso la catastrofe finale. 

L’ensemble La Fonte Musica ha confermato le qualità che ne fanno oggi una delle realtà più autorevoli nel repertorio del primo barocco. La trasparenza delle sonorità, la varietà dei colori e l’estrema cura del dettaglio hanno consentito di mettere in evidenza la straordinaria ricchezza della scrittura purcelliana. Particolarmente ammirevole è apparsa la capacità di mantenere costantemente viva la tensione espressiva anche nei passaggi più raccolti e apparentemente semplici […] 

Simone Manfredini, OperaClick.com , Giugno 2026

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Grande ritmo e concitazione è riuscito ad imprimere alla musica Michele Pasotti, alla guida dell’ensemble La Fonte Musica, che non si è limitato semplicemente a dirigere, ma che è riuscito a raccontare la vicenda attraverso la musica diventando il burattinaio che aveva in mano tutti i fili dell’opera, in un alternarsi fluido e ben strutturato tra recitazione ed esecuzione musicale. Straordinaria e travolgente la presenza del coro che con una verve incredibile si è trasformato in motore scenico oltre che musicale. […] 

La musica di Purcell, resa vicina al divino dall’esecuzione impeccabile, è riuscita per un’ora a fermare il tempo e lo spazio […] 

Federica Bressan, Le Salon Musical, Giugno 2026

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Michele Pasotti e La fonte Musica hanno affrontato questa sfida attraverso un fitto lavoro di découpage, di integrazione e di ricomposizione delle diverse testimonianze musicali animato dall’intento di restituire continuità a un organismo vivo, più che ad un reperto, fatto di frammenti, copie, citazioni. […]

In buca – in realtà, in scena – bastava una sparuta compagine di strumenti per evocare mondi interi. La tempesta, il mare, il destino, perfino il silenzio sembravano nascere dalla qualità dell’impasto sonoro, più che dall’accumulo dei mezzi; una sapienza affidata ai violini trascinati da Stefano Barneschi, ai flauti e alla dulciana di una strepitosa Giulia Genini, alla tiorba dello stesso Pasotti e al resto di una ciurma di eccellenze.

Elide Bergamaschi, OperaTeatro.it, Giugno 2026

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Una ricostruzione in forma semiscenica affidata alla bacchetta di Michele Pasotti e al suo gruppo strumentale ‘La Fonte Musica’. Pasotti, si sa, è un musicista e uno studioso che ha ormai una quotidianità incredibile con la scrittura teatrale barocca. E non solo per quanto riguarda l’aspetto meramente esecutivo e di prassi filologica, ma anche di ricostruzione storica. […] E nella direzione e nella realizzazione del basso continuo è stato perfetto. Preciso nell’aspetto filologico e trascinante dal punto di vista emotivo. Perfezione che ha trasmesso all’ensemble strumentale che ha dato prova maiuscola di come si può proporre un’opera barocca andando alla radice della sua estetica e della sua profondità. […] 

Tutto è stato entusiasmante. La musica. La direzione. Gli interpreti. I solisti. La performance drammaturgica in questo antico luogo che vide Mozart esibirsi in terra lombarda. Applausi infiniti come le lacrime sparse da Didone per l’abbandono di Enea.

Roberto Fiorentini, Cremona Sera, Giugno 2026

 

L’Orfeo, Festival Oude Muziek Utrecht, 2025

[…] Il festival ha affidato la sua esecuzione a La Fonte Musica, l’ensemble di Michele Pasotti che negli ultimi anni ci ha regalato tante gioie, seppur sempre circoscritte al repertorio medievale, di cui è raffinato specialista. Ed è forse proprio quell’esperienza, o quella prospettiva a più ampio raggio, ad aver arricchito il suo modo di affrontare un’opera che è al tempo stesso un addio al Rinascimento e un benvenuto al Barocco.

Il maggior pregio della versione di Pasotti, che ha anche suonato il liuto in molti momenti, è di aver saputo restituire lo spirito indagatore dello spettacolo cortigiano che vide la luce a Mantova nel 1607 e, cosa ancor più difficile, di aver trasmesso che il vero protagonista della vicenda —in cui convivono dei e pastori, cielo e inferno— è il potere trasformativo della musica[…] 

È difficile mettere in risalto un dettaglio o un interprete in particolare, perché tutto ebbe la resa giusta: i cori, le danze, le effusioni liriche, i richiami madrigalistici o le sezioni puramente strumentali, a partire da una toccata iniziale insieme rude e cerimoniale. […] 

Qualsiasi teatro d’opera del mondo sospirerebbe per presentare L’Orfeo con un tale livello di eccellenza interpretativa, in cui, benché solo semi-scenico, tutto il cast vocale (individualmente o in coro) ha sempre cantato a memoria, il che dà un’idea del grado di preparazione raggiunto.

Luis Gago, El Pais, Settembre 2025

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“Orfeo da Export” (Teatro Fraschini, Pavia 2025)

Pasotti alterna il podio (che non c’è) con la sua sedia da tiorbista. Fa un Orfeo scabro, senza effetti speciali ed effetti “ba-rock”, ma non rinunciatario né negli abbellimenti né nel ritmo teatrale. A me è sembrato coerente e convincente, e in più di un punto commovente nella sua difficilissima semplicità: ma si sa che ars est celare artem. Strumentisti impeccabili […] Questo Monteverdi limpido, genuino, italiano, poche volte così “nostro”. […]

Risolto il rebus di ogni Monteverdi, e di questo in particolare: trovare il giusto equilibrio fra “l’oratione” e “l’armonia”, insomma fra parole e musica. 

Alberto Mattioli, Il Foglio, marzo 2025

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Dall’articolo che assegna il DIAPASON d’OR: “Una padronanza assoluta di tutti gli aspetti di questi repertori. Questi Italiani pazzi per il Trecento, con l’energia inebriante di Michele Pasotti: tempi vivaci, ornamentazioni dettagliatissime, il gruppo italiano doma la complessità spaventosa dei pezzi subtilior. la fonte musica ha una cura tutta personale per la poesia cortese, declamata con passione: i cantanti gustano con delizia ogni parola, la minima intenzione del testo, e non fanno economia sui loro effetti retorici. L’interpretazione è meditata, curata fino al più piccolo dei dettagli: una ricerca fenomenale sulle fonti medievali, sulla teoria e i linguaggi musicali dell’epoca, la pronuncia, senza dimenticare la strumentazione.» (DIAPASON, marzo 2017)

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Motivazioni dell’inserimento nella lista de «I 100 dischi che tutti gli amanti della musica devono conoscere». “Il giovane gruppo italiano [ha] una forza che riecheggia quella degli interpreti pionieri della musica medievale: i forti partiti presi creativi sono la cristallizzazione del loro desiderio potente di portare alle orecchie del pubblico questi manoscritti d’altri tempi, cercando di penetrare i segreti che ancora nascondono e sempre nasconderanno. […] La ricchezza estetica dell’interpretazione traduce una ricerca, utopica ma fertile, di verità storica. […] Il sapere, lungi dall’essere una catena, può al contrario galvanizzare i musicisti, spingerli a utilizzare la loro energia creatrice per resuscitare repertori un tempo ricchi di improvvisazione e oralità. E’ in questo che la Fonte Musica eccelle dai suoi primi dischi. […] L’ingegnosità sperimentale che dispiegano nelle opere del Trecento e dell’Ars Subtilior ci avvince.»

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“De Volkskrant (Olanda) ha scritto che “questo gruppo cerca di evitare il rischio più grande in questo repertorio. Per quanto le note appaiano ordinate matematicamente sulla carta, vogliono certamente essere eseguite in maniera luminosa e umana”. 

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Wunderkammern (Francia): “I musicisti de La Fonte Musica si appropriano di queste opere con tanta esperienza quanto affetto e ne forniscono una lettura dall’atmosfera e dal fascino incantevoli. Ma allo stesso tempo essi mostrano una bella energia al fine di evidenziare le minime inflessioni dei testi e farle andare oltre il loro status di allegoria per offrire un approccio più sensuale e più drammatico, con un’attenzione a parole che dimostra che uno dei punti elementi essenziali di questo repertorio che si è costituito in stretta relazione con la letteratura, e in particolare con la poesia, è stato perfettamente colto. Intelligentemente costruito e interpretato con tanta sensibilità quanta  convinzione e discernimento, questo programma conferma che Michele Pasotti e il suo ensemble hanno trovato nel Trecento una terra d’elezione”.

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Le Babillard (Francia): “l’ensemble porta un’attenzione costante alla sensualità di questa musica: si è veramente sedotti dai timbri, dalle loro alleanze, dalle atmosfere che ne derivano – e il risultato è uno charme, nel senso forte del termine: qualcosa che è nell’ordine del magico.

Uno dei punti di forza dell’ensemble è il trattamento della frase musicale. Soprattutto, ci si stupisce per l’emergere di momenti di grande poesia. L’incanto, con La Fonte Musica, è reale, non è un’illusione: questo disco Metamorfosi Trecento esiste, ed è un must have”.

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Il primo progetto discografico “Le Ray au Soleyl. Musica alla corte pavese dei Visconti (1360-1410)” è uscito nell’Aprile 2011 presso ORF/Alte Musik ed ha avuto critiche entusiaste e premi internazionali. Diapason gli ha assegnato 5 diapason sul numero di novembre 2011, “Supersonic Award” della rivista lussemburghese Pizzicato, disco del mese e finalista per il disco dell’anno 2012 per Amadeus. “performance ideale” grazie alla quale la musica “raggiunge il livello massimo di tensione emotiva […] Solo così è possibile un autentico dialogo con questo straordinario momento della musica del medioevo” “L’ORF rimane fedele alla sua filosofia dell’eccellenza poiché la Fonte Musica firma qui una produzione assolutamente perfetta su cui non c’è proprio nulla da ridire. Questo patrimonio straordinario ci viene rivelato qui con una disinvoltura sbalorditiva”.

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“Un’esecuzione entusiasmante: la varietà dei colori, il coraggio dei gesti retorici, la precisione tagliente degli accordi, …un incontro di voci perfetto. Sensazionale! Tutta la musica di questo disco è una follia, uno splendore di fantasia e di intelligenza a cui questo gruppo e il suo direttore si accostano con amore e raffinatezza. Un bellissimo disco: un exploit.” La recensione, Rete due, RSI (Svizzera), ottobre 2011